Maire

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Maire
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sua figlia
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Il marito Peter mentre raccoglie dei manghi

Maire è il Presidente dell’associazione Agir Contre le SIDA di Tahiti e ha fondato la Pacific Island AIDS Fondation con sede alle isole Cook.
Ha scoperto di essere positiva al virus VIH alla francese o HIV, come diciamo noi nel 1998 a circa 23 anni; il suo compagno era stato male l’anno precedente, ma non le aveva detto il perchè, così, dopo qualche mese si è ritrovata anche lei in un letto d’ospedale. La malattia ed il suo carattere hanno fatto sì che questa indomita giovane donna, di rara bellezza ed intelligenza, sia diventata un simbolo nel Pacifico, si sia data da fare per migliorare e cercare di garantire un minimo di cure e dignità anche in quegli Stati, qui in giro nelle isole, che tutt’altro sono che felici, con sistemi di vita e di gestione ancora molto primitivi. E da simbolo che è diventata, ha incontrato personaggi come Nelson Mandela, che l’ha invitata in Sud Africa, al presidente degli States Clinton; nel 2002 il suo intervento ha concluso il famoso congresso di Barcellona.

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E sono andata a trovarla, per conoscere questa giovane donna ho spezzato la mia paura di prendere un traghetto e sono salita sull’Aremiti 5 che in 45 minuti con qualche sobbalzo mi ha condotta fino al porto di Moorea. E come ci si può immaginare l’incontro con una persona affetta da tale malattia? Sono stata ricevuta da una famiglia festante, arrivati al porto tutti allegri con i bambini che dovevano essere accompagnati ad una festa di compleanno; hanno caricato questa italiana ancora nauseata dalle onde del Pacifico e via, subito un bel giro per l’isola, la spettacolare baia di Cook, la baia di Opunho con i riflessi verde azzurro della sua laguna, per fortuna arrivati a destinazione ho potuto sbocconcellare un pezzetto di pane e stabilizzare il mio povero stomaco… Ed è stato un susseguirsi di incontri e scoperte: suo padre, la cognata delle isole Marchesi, i due fratelli, sua madre, che è il sindaco del distretto, i nipoti… Ed in mezzo a tutto questo, attenta a tutto ed a tutti lei, questa giovane donna “malata” con un raro attaccamento alla vita.
Maire ha un bel marito “esportato” dalle isole Cook, siero negativo, che non la perde mai di vista, non ha occhi che per lei; una figlioletta molto coquette, anche lei negativa, per la quale: “Ho preteso il parto cesareo”, mi dice, e le racconto che nella piccola Italia, laggiù al di là dei mari, abbiamo una dottoressa specializzata nel far crescere dentro alle pance delle mamme positive dei bei bambini negativi, e che sempre di più, anche i non giovani, si lasciano tentare dal desiderio di procreare, desiderio proibito fino a poco fa, proibito a chi poteva non aver un domani. E la sera abbiamo festeggiato un altro compleanno, tutta la famiglia insieme in un ristorante cinese, bere mangiare, ridere e scherzare! E la mattina mi ha proposto di andare a nuotare, io lei e l’affettuoso marito, in un luogo speciale, ricco di “Mana”, come si chiama qui, ricco di energia. quando siamo arrivati su questa spiaggia deserta orlata di palme, mi ha spiegato che saremmo entrati in acqua da sinistra e ci saremmo fatti portare dalla corrente, non forte, ma un po’ di corrente; normalmente, con grande fatica, mi do un gran da fare per nuotare contro corrente, sarà ora che impari bene a lasciarmi trasportare con eleganza, invece di lottare inutilmente! E prima di entrare in acqua: “Questo è un luogo magico, se hai una domanda, ponitela mentre fai il percorso, è un percorso di luce, ti illuminerà sulla risposta.” E mi sono lasciata scivolare in uno dei più bei giardini di corallo della Polinesia, scivolando portata dalla corrente, perduta un inaspettato acquario ricco di pesci colorati. Di tanto in tanto qualche testimonianza sulla malattia, ma senza lacrime, con una consapevolezza serena, e costruttiva, anche se mi dice: “Sono un po’ stanca, ho dato tanto, adesso ho voglia di viaggiare, ma con la mia famiglia” famiglia che lascia per volare due settimane in Nuova Zelanda per avere finanziamenti. Non è mai stata in Italia, “Ma ora che ti conosco mi è venuta voglia di venire” mi dice, e proprio lo scorso luglio, nelle sale del Policlinico vicino casa mia ha avuto luogo un importante congresso su questa malattia, più per i medici curanti che per i pazienti, più tecnico e meno sociologico, ma è sempre bene tenerli un po’ d’occhio i dottori, e consigliarli sempre perché tutte le cure sono destinate ad esseri umani, che oltre ad un corpo, posseggono un cuore e dei sentimenti.
E le racconto che l’indomani andrò con l’unica dipendente dell’associazione (una sorta di quello che era Bea una volta, una persona che fa tutto e sa tutto) a portare un messaggio di prevenzione in un liceo a Papeete: e mi attendeva un’altra sorpresa, i ragazzi, molto più tranquilli e sereni dei nostri in Europa, alla sola idea di poter essere malati non hanno il minimo dubbio: “Il suicidio”. Non esiste altra soluzione. E qualche ragazza più sensibile conosceva anche qualcuno che si è suicidato, proprio per questo motivo. Non me lo aspettavo, sono duri i polinesiani! Ma ci si può lavorare sopra, anche se fa caldo fra poco sarà il 1° dicembre, la giornata mondiale dell’AIDS, e farò in modo di essere presente, qui su Papeete, la capitale, per concordare qualche azione incisiva che possa aiutare questi ragazzi a vincere la paura della morte che li spinge a morire. E’ necessario!

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Incontro di prevenzione nel college Pomare IV al quale ho partecipato!

Informazioni su fiore765

Una tardoncella di 53 anni che ha lavorato fino alla cinquantina come achitetto, 'mère cèlibataire' di un ragazzo oramai uomo con una buona professione avviata, che ho cresciuto da sola; dopo una vita ricca di responsabilita' ho felicemente perduto il lavoro (che era interessante e non avrei mai pensato di lasciare). Dopo un primo momento di disorientamento mi sono indirizzata verso la mia grande passione: andare alla scoperta del mondo! Cosi' sono partita per il Pacifico.
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