Atterraggio

Oggi ho creduto di morire al momento dell’atterraggio.
Che paura, stavamo per atterrare quando ho capito che qualcosa non andava, l’aereo ondeggiava pericolosamente a pochi metri di altezza, ho gettato il libro che stavo leggendo, ho stretto la cintura, mi sono concentrata per essere pronta in caso di urto… Che paura, nessuno fiatava, nessun annuncio, ho anche pensato che forse si poteva essere rotto qualcosa nell’aereo forse un motore non andava più ed il pilota non era più in grado di governare. Con difficoltà il grande uccello di metallo si e’ rialzato, ha ripreso quota. “Ce ne andremo” ho pensato, “Non si atterra qui,” e varie ipotesi si affacciavano alla mia mente:
“Forse chi ha tentato l’atterraggio non e’ il comandante ma un secondo pilota o un allievo, forse e’ per questo che non e’ riuscito, e’ giusto fare tentare chi non e’ pratico ma ora il n. 1 prenderà in mano lui la cloche e si vedrà la differenza!”
“Forse si e’ rotto un motore ed il pilota non riesce a tenere stabile l’aereo, ma esistono procedure d’emergenza per casi come questo, lo so, ne sono sicura, gli amici piloti me ne avevano parlato.”
“Forse tenterà l’atterraggio in mare per evitare danni sulla terra ferma,” mi sono detta, “Avro’ il coraggio di saltare sullo scivolo e poi in acqua?” sempre se ne avrò l’opportunità… E mi ripetevo le misure d’emergenza ascoltate troppe volte in silenzio, mentalmente.
Se riesco a scendere a terra resto, non mi sposto più, non importa se perdo la visita di un’isola!” Dopo un lungo giro nel cielo minaccioso l’aereo ha ritentato l’atterraggio. Il silenzio era interrotto solo dagli scricchiolii, dal rumore del motore e dai battiti del mio cuore che risuonavano forti come tamburi nella cavità delle mie orecchie. Ho pensato a mio figlio, almeno ci eravamo scambiati qualche mail proprio stamani, lo avevo avvertito della mia partenza per un altro giro, chissà che faccia avrebbe fatto quando lo avrebbero avvertito che sua madre… O forse avrebbe saputo dell’incidente dalla televisione. Ho pensato alla mia frenesia di visitare e conoscere posti nuovi…
Aida quando mi ha accolto, mi ha poi detto che il mio volto era pallido, in contrasto con il corpo abbronzato, ma aveva capito, proprio la settimana precedente aveva vissuto la stessa esperienza e misurando l’altezza dell’aereo davanti ad un certo albero si poteva capire se il pilota poteva riuscire ad atterrare o meno.
A Raivavae quando il vento arriva forte dal mare per sbattere sulla montagna tornare indietro e creare dei mulinelli, proprio in prossimità della pista d’atterraggio…20111130-192621.jpg

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Informazioni su fiore765

Una tardoncella di 53 anni che ha lavorato fino alla cinquantina come achitetto, 'mère cèlibataire' di un ragazzo oramai uomo con una buona professione avviata, che ho cresciuto da sola; dopo una vita ricca di responsabilita' ho felicemente perduto il lavoro (che era interessante e non avrei mai pensato di lasciare). Dopo un primo momento di disorientamento mi sono indirizzata verso la mia grande passione: andare alla scoperta del mondo! Cosi' sono partita per il Pacifico.
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Una risposta a Atterraggio

  1. Pharme969 ha detto:

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