Disordini

La partenza da Lifou ha rischiato di annullare in un attimo le belle giornate passate in tribù. Ero da sola davanti al grande catamarano arancione quando un uomo a torso nudo con la schiena sporca di sabbia chiara e’ arrivato di corsa con una pietra in mano. Come quella volta a Gerusalemme quando mi sono trovata in mezzo ai disordini sono diventata invisibile, ho cercato in un soffio di diventare puro spirito, impercettibile, anche se di solito non passo troppo inosservata. Non capivo se fosse un folle e quindi relativamente pericoloso o se stesse per accadere qualcosa, se fosse il gesto di un ubriaco o l’inizio di un’azione organizzata. L’uomo mi e’ passato davanti senza degnarmi di uno sguardo “Ce l’ho fatta, sono invisibile!” ed ha tirato la pietra sullo scafo della barca che ancora stava facendo manovra, urlando con rabbia nella sua lingua. Dal fondo del molo e’ spuntata una bandiera Kanak, l’importante bandiera tanto densa di significati; confesso, in quel momento ho avuto paura. Lentamente mi sono spostata indietro per nascondermi in mezzo alla gente, cercando qualche volto rassicurante; la baruffa continuava, altre persone si erano unite alla protesta, un giovane uomo con un bambino piccolo in braccio ed un altro sulla sessantina ben vestito e pelato mi sono sembrati gli interlocutori ideali, mi sono accertata che parlassero la lingua locale, in Nuova Caledonia ogni tribù o quasi parla una lingua diversa da quella vicina, volevo qualcuno in grado di capire cosa stesse accadendo, in grado, se necessario, di correre ai ripari, di correre! L’uomo più anziano mi ha rassicurata: “Sull’isola siamo per la tranquillità, la maggior parte di noi non vuole scontri, e’ il gesto di un ubriaco.”
Ma intanto le scaramucce si ripetevano, cessavano e riprendevano inesorabilmente e la bandiera appariva e scompariva ritmicamente. Sono salita sul traghetto in mezzo ad un gruppo di donne che, come me, avevano evitato la vicinanza dei ragazzi con la bandiera, gia’ stavamo per affrontare il mare, notevolmente mosso per quel giorno, altre complicazioni proprio non ci volevano! Ed e’ andata bene, sull’isola dove più sono stata coccolata dalla famiglia del luogo, la partenza e’ stata brusca, la navigazione tempestosa, ma sono arrivata sull’isola seguente accolta da un raggio di sole che illuminava la laguna dai magnifici toni turchesi.

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Informazioni su fiore765

Una tardoncella di 53 anni che ha lavorato fino alla cinquantina come achitetto, 'mère cèlibataire' di un ragazzo oramai uomo con una buona professione avviata, che ho cresciuto da sola; dopo una vita ricca di responsabilita' ho felicemente perduto il lavoro (che era interessante e non avrei mai pensato di lasciare). Dopo un primo momento di disorientamento mi sono indirizzata verso la mia grande passione: andare alla scoperta del mondo! Cosi' sono partita per il Pacifico.
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