Isole Australi – Raivavae

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La padrona di casa davanti allo scoglio della donna

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La casa che mi ha ospitato

Sono arrivata a Raivavae sana e salva, si’ ma che paura!

Ne valeva la pena! L’isola e’ molto, molto bella, la strada che la cinge e’ di soli 22 chilometri ed esiste anche una strada che attraversa la montagna. E’ l’unica delle 5 Australi che ha 4 villaggi, le altre al massimo arrivano a 3, per questo nello scolpire spesso si usa la stella a 4 punte, rappresentativa di Mahnatoa, Rairua, Vaiuru, Anatonu.
La gente e’ semplice e gentile, amano molto avere una casa propria che costruiscono quasi sempre da soli con le proprie mani e che amano decorare con tendaggi colorati, piante, fiori e sabbia bianca sulle aiuole del giardino, specie durante le feste di Natale e per Capodanno, quando la casa viene anche tutta riverniciata.
Una volta finite le feste, via, tutte le famiglie si trasferiscono sui Mutu per almeno una settimana, pescando e dormendo in tenda; al rientro dalle vacanze i bambini hanno la faccia bruciata dal sole e sono tutti spellati, per il troppo giocare nell’acqua della laguna.
Sull’isola ci sono due grossi scogli in prossimità delle spiagge, uno circondato dal mare, lo scoglio dell’uomo, l’altro appena a contatto con l’acqua, appoggiato sulla sabbia. Dice la leggenda che un uomo ed una donna fecero una scommessa su chi riuscisse a trascinare un grosso masso dalla montagna fino in acqua, la donna, meno forte, offri’ da bere all’uomo che si ubriaco’ e cadde addormentato; per tutta la notte la donna spinse e fece rotolare il masso, all’alba era in acqua e l’uomo ancora dormiva tranquillo. Quando il sole fu alto nel cielo, la donna imito’ il canto del gallo nelle orecchie dell’uomo e questo si sveglio’ improvvisamente, capi’ di aver perso una scommessa così facile per lui, tanto facile da averla sottovalutata e con rabbia tiro’ il suo masso in mezzo al mare. L’eterna rivalità fra uomo e donna, la cattiva abitudine degli uomini di ubriacarsi, anche su quest’isola il problema dell’alcolismo e’ un problema serio, alcool e marijuana, miscela infernale.
Aida mi racconta che gli anziani dell’isola non amano che ci si sposi fra isolani, la consanguineità e’ alta, meglio cercarsi una storia d’amore al di fuori, importare o farsi importare, meglio non correre rischi. Ci sono riunioni di giovani di vario tipo, religiose, sportive, che favoriscono gli incontri fra i vari arcipelaghi, matrimoni combinati che a volte riescono o volte sono dei tragici buchi nell’acqua.
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Lo scoglio dell’uomo

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Tiki! E’ dentro un giardino privato, come un nanetto di Biancaneve!

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La mia compagna di bicicletta, non pappa-molla come certi miei amici! 😉
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Bella

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Le piu’ belle!

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che bella combriccola!

20111130-182405.jpgMonello

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