Isole Australi – Rurutu

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la casa dove ho dormito

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Tauraatua, ho sentito che diceva ai suoi amichetti: “domani mia zia Manu parte”

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chi é??

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la futura pensione, già la vedo con le tendine!

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La caverna Mitterand, Koba la couquette ed il marito Anaitu, ottimo cuoco!
Anche se le balene se ne sono già andate verso acque più fresche e nei primi giorni il clima non e’ stato dei migliori, la permanenza forzata di ben una settimana per mancanza di voli mi ha fatto avere qui interessanti esperienze. Ho dormito da Coba, una polinesiana giovane e dinamica con grandi progetti: lei e suo marito hanno acquistato un grande terreno con una grande casa in muratura da restaurare per poter aprire una pensione ed anche abitarci. Quando finiranno di pagare il terreno contano comperare in Cina il materiale e le suppellettili necessarie, partiranno alla ventura, spinti dai prezzi troppo alti in Polinesia ed alla facilita’ del mercato in quel grande paese; speriamo non se ne debbano pentire, con tutti gli imbroglioni pronti a speculare sull’ingenuità dei polinesiani, speriamo, non se lo meritano proprio!
Lei e’ laureata in lettere (lingua Ma’hoi) ma ha fatto ragioneria al liceo; lui lavora come cuoco al collegio ed ha il raro dono di cucinare ottimi manicaretti deliziosi anche in grande quantita’, rientra sempre a casa con un pacchettino di qualcosa che ha preparato, per fare assaggiare il frutto del suo lavoro alla famiglia, accolto festosamente dal figlioletto di 5 anni, Tauraatua, i due si adorano! Per completare la famigliola, al momento con loro abita Seghett, il fratello re’re’ di Coba, prima di portarmi a casa mi ha avvertito: “Al momento con noi vive mio fratello che e’ un po’ effeminato.” E davanti casa: “Quel pick-up blu e’ la mia macchina.” Ho risposto: “Si’ l’ho gia’ vista, la stava guidando una signora, una della tua famiglia.” “No, non e’ una signora, quello e’ mio fratello.” A questo punto ho smesso di parlare per evitare di dire qualche inopportunita’.

il sasso rappresenta il centro dell'isola secondo la tradizione, il picchetto é il centro calcolato con strumenti/ non male, vero?

Rispetto alle due Australi che ho visitato precedentemente le case qui sono raggruppate in villaggi e circondate da muretti, non tanto come recinzione, quando la strada non era ancora asfaltata, anzi cementata e quindi più alta, venivano usati come sedili per chiacchierare in piccoli gruppi, comodamente seduti. E nessuno può togliermi dalla testa che questa usanza non sia di provenienza spagnola, così come i cappelli che gli uomini dell’isola indossano con fierezza, sono di paglia intrecciata, ma la loro forma e’ come quella del cappello di Zorro! Ho trovato anche due sopra finestre in gesso lavorato che a Sana’, nel cuore dello Yemen, non sfigurerebbero affatto! Influenza spagnola, attraverso questa araba, perché no?

sopra finestra

Anche gli orecchini, a Tahiti le donne portano due perle nere al centro del lobo, a Rurutu hanno delle anelle d’oro con eventualmente le perle nere appese o orecchini d’oro “all’antica” tutti uguali dello stesso modello e dimensione.

orecchini classici delle donne delle Australi

Per non parlare poi dei pettini con i quali le donne si ornano i capelli… Più spagnoli di cosi’!
Gruppo religioso tradizionale, una sorta di amish polinesiani, si vestono, fioriti con lunghe gonne, treccine, gli uomini con semplici cappelli: c’é di tutto in Polinesia!


E meno male che sono venuta in aereo!

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