Isole Australi – Tubuai

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La casa dove mi hanno ospitata

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Il papi

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la mamie

Il ritardo dell’aereo mi fa arrivare al tramonto, riesco a vedere poco dell’isola; vengo accolta da una coppia più o meno sessantenne un po’ sdentata, qui il dentista e’ veramente per pochi, anche la ben più giovane Aida ha uno spazio al posto di un incisivo, la loro casa e’ vicina all’aeroporto, grande, pulitissima ed ordinatissima, piena di decorazioni fiorite. Lei e’ un generale, mi dice cosa fare e dove andare; deposito il mio bagaglio per correre ad una Heiva, dove si canta e si balla, ci sono anche gli ottimi spiedini di fegato che tanto mi piacciono. Tutti sono fioriti, tutti, uomini e donne hanno il capo cinto di fiori… Noto il passaggio di qualche spagnolo, non solo per il tipo fisico, molto più vicino a quello dell’Europa del sud che all’asiatico, alcune donne hanno un pettine nei capelli, proprio sopra la ghirlanda di fiori, anche se ha la scritta Tahiti realizzata in madreperla, ricorda quello delle donne spagnole.
La permanenza su questa isola e’ rapida, solo due giorni con la Mami-generale, e’ il fine settimana ed e’ occupatissima con le attività parrocchiali, impossibile dire di no per loro, nel pomeriggio deve insegnare a realizzare le belle ceste intrecciate alle giovanette, per non perdere la tradizione, ottima cosa! Sono tutte prese da questa attività, e ben portate; mi cimento in una treccia a quattro capi senza eius ire a capire bene come si fa… Sono un nullita’ nel tressaggio!
Il giorno seguente, domenica evito la messa per una bella nuotata, la casa dove sono ospitata e’ proprio di fronte ad una bella spiaggia di sabbia dorata, nuoto fino all’aeroporto, andata e ritorno, con calma. Dopo pranzo, prima di salire sull’aereo partiamo ped il giro dell’isola, e’ presto fatto, in un’ora e mezzo si vede tutto, o quasi, non c’e’ modo di vedere i mare’ dell’isola, non vengono reputati interessanti, “C’era un vecchio che si occupava di quelle pietre”, mi dice il papi’, e mi fanno vedere nuovi edifici come la posta, il comune e le case dei tre figli che abitano sull’isola. Quando chiedo loro l’indirizzo esatto pensando di mandare una cartolina da Roma il papi’ mi dice: “Non devi pensare a noi quando rientrerai, altrimenti ci farai piangere!” Questa e’ la Polinesia.

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La spiaggia davanti casa

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Sabbia con resti di benitier, delizioso al latte di cocco!

20111201-072209.jpglo confesso: non avevo mai visto un albero di li chi!

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Corona di li chi, originale, vero?

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