Chez Fifi’

20120105-114737.jpg

Fifi’ e’ stata adottata da una donna francese che non poteva avere figli, e come spesso succede, dopo poco la signora ha scoperto di aspettare quella che sarebbe stata una sua figlia naturale. Ha cresciuto le due bambine insieme, trattandole come due vere sorelle, per lei erano figlie entrambe nello stesso modo, anche se fra di loro correva molta gelosia; i loro caratteri erano molto differenti, la bambina polinesiana aveva un’indole molto più mite e gentile della piccola francesina, capricciosa e viziata, aveva la gentilezza e la delicatezza del popolo a cui apparteneva che le scorreva nel sangue. La vita le ha portate verso strade diverse, una con una normale tranquilla vita, Fifi invece, vittima della violenza sotterranea che e’ presente nel suo popolo, ha avuto un bambino molto da giovane, a 16 anni, non frutto si un amore proibito, ma, come mi racconta lei: “Il mio primo figlio e’ nato in seguito ad un episodio di stupro collettivo”, uno dei tanti che avvengono in Polinesia, dei quali gli ignari turisti, immersi in cartoline con palme e lagune non possono nemmeno supporre l’esistenza. Gli uomini polinesiani sono timidi e gentili, ma quando bevono! Sono capaci delle azioni più terribili, avvolti dai fumi della paka (marjuana) e dell’alcool! Mentre il suo bambino cresceva, ha incontrato un uomo, un uomo con una famiglia alle spalle e anche se gli ha ripetuto più volte: “Lasciami stare che sei sposato”, e’ ricaduta, fino a ritrovarsi ad aspettare quella che oggi è la sua figlia maggiore. Questa volta pero’ le è andata meglio e l’uomo che ha lasciato la moglie vive ad oggi insieme a lei, hanno avuto in tutto due figlie, oramai adulte. Fifi’ ha un serio problema polmonare, e’ attaccata ad una macchina per l’ossigeno 24 ore su 24, anche se, dopo aver fatto amicizia quando le chiedo che malattia abbia candidamente risponde: “Niente, il dottore me lo ha messo perché respiro male”. Chissà se si rende conto della gravità della sua situazione, respirare con l’ossigeno notte e giorno non è certo indice di buona salute! E la poverina è anche di quelle polinesiane, la maggior parte, largamente sovrappeso, non fanno caso al loro corpo, riescono a pesare 100 chili e più e ad indossare il tanga con naturalezza in spiaggia come se fossero delle miss!
E chi ha avuto il piacere di visitare la Polinesia, sa che dico la verità!
Il suo primogenito l’ha resa nonna, ha già due belle bambine, da una giovane polinesiana, bella, ma con un dente mancante proprio sul davanti, grazie ad un pugno del marito, perennemente in stato interessante: adesso aspetta finalmente un maschietto. Il figlio non è cresciuto proprio bene, fa uso di droghe ed ha episodi di violenza, a volte contro la casa, rompe tutto, aiutato dalla sua notevole stazza, a volte si scaglia contro la giovane moglie, tanto che i suoi genitori, vedendola rientrare coperta di lividi, sono andati proprio da Fifì a lamentarsi. E l’unica cosa che lei ha potuto fare è stato trovargli un lavoro da Carrefour, un supermercato non lontano dalla loro pensione, chiedendo di dargli un lavoro a tempo indeterminato: “Altrimenti non ci sarebbe andato,” mi dice seria, ed il figlio ha immediatamente comperato una Mercedes sportiva dal colore bianco, che spicca col suo candore e con la linea sportiva sul muro grigio del garage. Delle due figlie una la aiuta nella pensione, pulendo e cambiando le lenzuola, da quando lei è sotto ossigeno non si può muovere più di tanto. L’altra è ancora la piccola di casa, frequenta la scuola che non ama affatto e la domenica va in spiaggia col padre, caricano sul pick up due lunghe tavole per fare la padule, questa specie di sport dove si sta in piedi in equilibrio remando con un unico lungo remo che può servire anche da timone. Tutte le sere, passando per andare in camera, si può vedere il marito che dorme stanco davanti alla televisione sdraiato sul divano, ma se qualche turista chiama dall’aeroporto sono sempre pronti per andare a raccorglierlo, con tutti i bagagli a qualsiasi ora. La particolarità di questa pensione, chez Fifì, è proprio la sua posizione: è di fronte all’aeroporto, a piedi in cinque minuti si riesce ad arrivare ed è ottima per chi si dovesse trovare in attesa fra un volo ed un altro. Gli spazi comuni sono ampi, c’è un giardino, una terrazza coperta ed una cucina, acqua purificata in abbondanza e viene offerta la colazione: mezza baguette a testa burro senza colesterolo, the, caffè, latte e cioccolato. Ha quattro camere ed un dormitorio che condividono 3 bagni. Il rumore degli aerei (inevitabile) è inframmezzato dal canto dei galli, quei famosi galli polinesiani che nessuno mangia (meglio quelli del supermercato già belli e pronti) ed hanno il vezzo di cantare ininterrottamente tutta la notte. Del resto, in Polinesia avvengono tanti miracoli, fra gli altri qui i polli volano!
Fifi’ ha eriditato la pensione dalla madre che era venuta ad assistere nel corso della sua malattia, anche lei aveva problemi polmonari, quasi l’eridarieta fosse un fatto di famiglia e non di consanguineita’. La sorellastra non si e’ mai occupata di nulla, si presenta di tanto in tanto a domandare soldi: “Anche quando ero in ospedale, ho dovuto chiedere ai medici il permesso di andare in banca”, racconta, vive alla Presquile, la parte più lontana e selvaggia dell’isola di Tahiti, in una grande proprietà, sempre ereditata dalla madre. Anche Fifi’ ha un piccolo quadratino di terra proprio li’ ed e’ questo uno dei motivi di liti con il figlio, che lo reclama per poterci costruire. Ed al suo diniego, spacca tutto. “Non e’ cattivo?” mi chiede, “Anche il mio dottore ha detto che lo devo cacciare!” E per la piccola famigliola e’ un’alternanza di va e vieni, in seguito alle violente discussioni generate dagli interessi.
Quando sono da lei vivono al piano superiore della casa di famiglia, una tipica costruzione polinesiana col tetto a punta; al piano terra c’e’ una grande cucina, la stanza di Fifi’, un bagno, una stanza con due letti per le figlie, la televisione col divano davanti per il marito.
Il marito, anche se immerso nel tran tran familiare, si da da fare e, come la maggior parte dei polinesiani, oltre alla famiglia ha una miriade di donne da accontentare… E Fifi’ va su tutte le furie, tanto più che queste vengono a reclamarlo a casa sua, alla pensione! Sono candidi i polinesiani! Non nascondono nulla!
Oggi e’ stata una giornata triste alla pensione, la sorella di Fifi’ e’ stata trovata morta nel suo letto, anche lei aveva i problemi polmonari di famiglia, anche lei era attaccata alla macchina per respirare, qualche cosa nel suo corpo ha smesso di funzionare, forse il cuore… Fifi’ e’ colpita, ha sulla faccia un’espressione grave, mi racconta tutta seria il fatto, non sa bene quale conseguenza questo porterà alle loro liti per l’eredita’: “Mia sorella era sposata, solo io vivo in concubinaggio”, del resto molto comune in questa parte del mondo, ma dopo un’oretta sento la sua voce cantare insieme alle nipotine, al nuovo nato, venuto al mondo proprio l’11.11.11, cantare con un piccolo tono allegro di bambina, la bambinona mai cresciuta che e’ con le grasse bracciotte e la risata facile ed allegra, allegra nonostante tutto.

20120105-192216.jpg

20120105-192226.jpg
20120105-192240.jpg

Annunci
Pubblicato in Luoghi | Lascia un commento

Ritorno

Non vivrò questo 6 gennaio, la befana, l’arrivo dei Re Magi negli altri paesi, la festa dei Re. Non vivrò questa data che un po’ mi angoscia, non vivrò il giorno che scandisce ritmando il passare del tempo durante questo mio lungo viaggio, mi resta un mese, l’ultimo mese, prima del rientro a casa.
Non vivrò questa data, partirò prima dell’alba per la Nuova Caledonia dove tanti amici mi attendono e dove ho deciso di passare l’ultimo mese prima del lungo volo di ritorno per poter visitare questo paese che non mi ha accolto proprio con le braccia aperte. Prima la carta di credito che non funzionava: “Potete ritirare ovunque in Europa” mi ha risposto un impiegato, si’ ma avevo chiesto per l’Australia, la Nuova Zelanda, solo in Italia le banche commettono simili errori! E due lunghi mesi prima di avere un nuovo accesso al mio conto, tutto questo mi ha certamente fatto risparmiare! E la delusione di non trovare lo stesso rapporto con una vecchia amica, inzitellita dalla solitudine, da non sopportare nemmeno se stessa tanto da affittare la prima stanza che ho potuto trovare. Il clima non buono, le tensioni razziali, la difficoltà di viaggiare agilmente in un paese non troppo sicuro ed accogliente. Ma al momento di scegliere la data per il rientro mi sono detta che sarebbe stato un peccato partire così, non fare nemmeno un piccolo salto sulle isole di cui ho tanto sentito parlare. Preparato l’itinerario, ho dovuto constatare che almeno un mese e’ necessario per tutti i va e vieni, fra il nord e le 6 isole disseminate qua e la’. Manterrò questo proposito, rientrerò a Noumea il 7 gennaio partendo il 5, attesa dalla ‘giovane’ coppia che mi ama tanto, dalla mia amica suora che tanto amo, da Carmela che conserva le chiavi gelosamente in caso rientrassi senza trovare nessuno, dal mio amico della Croce Rossa che vuole la sua pasta, abilmente preparata dalle mie mani, dalla mia mica architetto che vive nei sogni come me, dalle 2 sorelle, tanto gentili, dalla signora vietnamita che si occupa della Cattedrale, dalla direttrice della casa della donna, con la quale ho simpatizzato.
Non so se riuscirò a visitare agevolmente il paese, vittima di inondazioni in questi giorni, in caso mi scalderò il cuore circondandomi di chi mi vuole bene per passare da questa Polinesia che tanto amo e che mi accoglie sempre come una regina ad un paese meno caro, come un cuscinetto prima del mio rientro che proprio mi pesa, mi pesa tanto.

20120105-060905.jpg

Pubblicato in Sensazioni | 1 commento

Sacrifici umani

20111231-171641.jpg

Raiatea il marae Taputapuatea

Una volta visto che i semplici sacrifici con maiali, pesci e piume di uccelli non avevano avuto alcun effetto, il re proclamava: “Dobbiamo umiliarci davanti a dio, dobbiamo tremare pel il terrore, offriamo un uomo in olocausto per cancellare le nostre offese involontarie e conservare il favore di dio in questi tempi di grande disperazione.” I preti uccidevano un uomo sull’altare di Ta’aroa e poco dopo le nuvole apparivano in cielo ed una pioggia benefica cominciava a cadere. La conclusione era che dio amava la carne umana ed era la regola che il re o il grande sacerdote decidesse l’utilita di un sacrificio umano. La vittima era scelta fra i prigionieri di guerra, gli uomini di condizione piu’ bassa o quelli di condizione media divenuti fastidiosi per chi era al potere; chi credeva di poter essere scelto fuggiva e si nascondeva e non riprendeva a respirare fino a quando non si sentiva il tamburo che annunciava il compimento del sacrificio. Il dio accettava solo le vittime di sesso maschile, uomini od animali, unica eccezione se una donna moriva per effetti della stregoneria o veniva uccisa in tempo di guerra il suo corpo era offerto a Toi mata, la figlia di Oro.

Raiatea = cielo chiaro
Anticamente Havai’i = spazio invocato che si riempie, ha il marae internazionale Taputapu atea = sacrifici che vengono da fuori, meta ancora oggi di pellegrinaggi di Maohi dalla Nuova Zelanda, al centro del marae si trova un famoso blocco in pietra bianca sotto ogni angolo di questa pietra e’ stato sepolto vivo un uomo la cui anima deve montare la guardia; questa isola e’ il centro della loro storia, della loro religione e della loro genealogia. I guerrieri che giacevano morti o feriti sul campo di battaglia venivano decapitati e le loro teste portate su questa piattaforma, le teste venivano pulite e infilate nelle cavità per rinforzare il marae e dargli un aspetto terrificante.
A Raiatea si erge il monte Te mehani = il calore della parrucca, sul quale si trovano numerosi crateri aperti, la leggenda dice che nel più grande vive un mostro feroce che nessuno ha mai visto, la cui esistenza e’ sufficientemente privata dalla terra smossa e dalle felci appiattite intorno al cratere.

20111231-172442.jpg

Pahu = tamburi
realizzati con la pelle di squalo fissata da una corda ed intagliati nel legno di pua, albero sacro con i semi molto compatti e consacrato al dio Tane = uomo; potevano arrivare fino a 60 cm di diametro e a non meno di 2,50 m di altezza, il che obbligava il suonatore a montare su di un piedistallo in legno.
Il suono sinistro di tamburo che riempiva di terrore tutta la popolazione era il to’ere che veniva battuto con un ritmo particolare per annunciare l’inizio dei sacrifici umani; i guardiani dei marae avevano un grande tamburo da battere con il quale indicavano alla popolazione che avevano bisogno di cibo per il marae.

20111231-171345.jpg
Hiva Oa l’altare delle vergini, dal quale si lanciavano nell’oceano per sacrificare la loro vita.

Pubblicato in Tradizioni | 4 commenti

Dolore

Ho capito subito che era lei, aveva l’aria felice e soddisfatta, i modi gentili, l’aspetto mediterraneo come me, che sapevo lui tanto amava. Ho capito subito non so da quale dettaglio che la donna che stava vivendo il sogno che era mio, tanto desiderato e mai realizzato era quella graziosa francese, dolce, minuta, decisa. E un dolore sordo e’ salito nel mio cuore, il dolore di sapere che il mio momento non e’ ancora venuto e forse non verra’ mai, il doversi confrontare con questa solitudine così vuota, così inutile. E a questo dolore se n’e’ sovrapposto subito un altro, il sapere che non e’ mai il mio momento, sapere che non esiste nessuno al mondo pronto ad amarmi, a farmi vivere in un sogno. Il pittore norvegese mi ha detto “Tu che hai la fede devi pregare;” mio caro, e’ una vita che prego, che chiedo inutilmente, sono quasi rassegnata, oramai.
Nessuno, non mi vuole nessuno.

Da: “L’ile des rêves écrasée”
Pag. 50

Volevo solo fare quello che amavo
con chi amavo
come amavo
ma quello che amavo non si faceva
quelli con cui amavo essere non si dovevano frequentare
i modi che amavo non erano ammessi
Non mi e’ restata che una terribile solitudine.

E in questo momento due grosse lacrime stanno rigando il mio volto.

20111221-171958.jpg

Pubblicato in Sensazioni | 6 commenti

Il festival tutto da ridere!

20111219-225529.jpg

Uccellino

20111219-225902.jpg
Uccello raro

20111219-230025.jpg
Ma che bell’uccello!

20111219-230156.jpg
Uccelli di rovo

20111219-230305.jpg
Mi e’ caduto il costume!

20111219-230551.jpg
Continuo a ballare…

20111219-230705.jpg
…tanto ho la conchiglia!

20111219-230836.jpg
Rapa Nui

20111219-230940.jpg
Rapa Iti

Ma non dovrebbe essere il contrario?

Pubblicato in Tradizioni | Lascia un commento

Le Rose di Nuku Hiva

Il festival delle isole Marchesi e’ una manifestazione importante che raggruppa le 6 isole dell’arcipelago più qualche invitato, come per questo del 2011 il simpaticissimo gruppo di Rapa Iti, la Nuova Caledonia, una tribù di indiani canadesi, un gruppo di ragazze di Castro in Francia e un coro di bimbi da Montpellier. Arrivare in una piccola citta’ come Taiohae, non solo senza sapere dove dormire ma con due pesanti pacchi al seguito potrebbe sembrare un azzardo, forse prima di iniziare a viaggiare con Avventure non mi sarei messa in questo rischio, e forte della mia capacita’ di arrangiarmi e del fatto che in Polinesia non si lascia mai nessuno per strada, che la strada e’ per i cani, armata di un sottilissimo materassino da yoga prestato da un amico ma senza tenda, un paio di giorni prima dell’apertura sono atterrata sulle alture di Nuku Hiva.
La sera precedente la mia amica Liza, nativa dell’isola, mi aveva comunicato un numero di telefono di una certa Rosemarie, che eventualmente avrebbe potuto accogliermi, ma niente, nessuno rispondeva alle mie chiamate sempre più accorate, nessuno rispondeva ai miei sms. La buona stella protegge il mio viaggio in Polinesia, appena toccata terra sono passata a salutare la mia amica, la regina di Nuku Hiva, nella sua graziosa boutique di artigianato all’aeroporto: “Rosina, non so dove dormire!” e la risposta immediata e’ stata: “Vieni da me, ti porto in Paradiso!”
20111219-190428.jpg

Il Paradiso…

Non so a quale Paradiso si riferisse, se alla bella vallata dove ha costruito la sua casa, proprio dove, passando in auto con il gruppo, avevo espresso il desiderio di fermarmi a dormire, a fianco di un fresco ruscello circondato da alti palmeti, almeno per una notte, o se il Paradiso poteva essere una nuova esperienza per me, essere inserita nel suo ventennale ménage con la compagna Samanta, naturalmente un ménage lesbo.
Abbiamo attraversato le Terre Deserte, quella parte dell’isola dove crescono solo rovi ed arbusti che producono i grossi semi colorati con cui i marchesiani realizzano le belle collane ed i costumi per la danza tipici di qui; abbiamo caricato nel cassone un cugino ed una giovane cugina, portati li’ la mattina presto per la raccolta dei semi, tutti infagottati nei panni di campagna, necessari per proteggersi da polvere e spine, dei quali si sono liberati prima di salire sul cassone del pick up, come farfalle che escono dal bozzolo, mostrando i loro bei fisici giovani ed asciutti. Rosina guidava tutta allegra con la musica ad alto volume, di tanto in tanto mi lanciava un’avance dalla quale mi schernivo con gentilezza con frasi tipo: “Sono vecchia oramai per queste cose…” e la risposta che ha sussurrato mi ha sorpreso: “La porcellana non invecchia mai!” Chissà se ad un uomo poteva mai venire in mente una simile frase, chissà se il poeta che ha imprigionato la mia anima nei suoi versi ha mai pensato una simile frase per me… Vero che alla soglia dei miei 52 anni, dei quali vado fierissima, nonostante gli “acciacchi” lasciatemi dai tre brutti incidenti stradali subiti nella mia vita, nonostante la novita’ di questi occhiali che si appoggiano sul mio naso, a parte questo sono in ottima forma, inizio ad invecchiare con dolcezza, in percentuale il mio fisico e’ migliore ora rispetto ai miei 20 anni… Merito dello stile di vita che sto conducendo, sempre più semplice e condito dalla dolcezza di questo viaggio alla scoperta delle isole nel Pacifico. Tutto si e’ sistemato quando siamo arrivate a casa e Rosina mi ha presentato “sua moglie”, una ragazza di originaria della Nuova Caledonia, venuta in Polinesia da bambina con la famiglia e con una dura esperienza di violenza alle spalle: “Mio zio mi faceva giocare a mamma e papa’ quando avevo otto anni, ho capito che potevo ribellarmi solo una volta compiuti i 12, ho avuto rapporti con qualche uomo, provo un grande dolore e sono violenti.” E le due hanno anche una vasca in vetroresina all’aperto, proprio alle spalle del loro lettone: “E’ per le nostre battaglie amorose”, mi dice Rosina e scopro dalla bocca di Samanta che: “Parecchie donne si stancano degli uomini e imparano a prendere il loro piacere così.” Questi uomini polinesiani, cosi’ schivi da non guardarti negli occhi mentre parlano, per poi riempire di pugni le loro donne sotto l’effetto dell’alcool; non le picchiano, le “correggono”, da atteggiamenti sbagliati, come farsi trovare addormentate rientro del marito a notte fonda, dopo una lumga serata di stravizi o per aver semplicemente guardato di sottecchi un altro uomo. Passero’ una bella giornata con loro, senza alcun problema, anzi, visti i miei gusti decisi, mi propongono subito il fratello Jaques, un omone calvo di 60 anni, che coabita con un tatuatore francese, Jean Philippe, che ha esposti ovunque, anche sul volto le meraviglie della sua arte; vivono insieme sotto lo stesso tetto, ma sono tutt’altro che una coppia omosessuale!
20111219-172050.jpg

Lato A

20111219-172105.jpg
Lato B

La casa delle due ragazze e’ simpatica, ma troppo lontana dai luoghi del festival che tanto mi preme vedere, e’ un evento quadriennale, visto che ho la fortuna di essere in questa parte del mondo, sull’isola giusta al momento giusto, non posso proprio mancarlo, cosi’ per un soffio! Visto che Rosemarie non si vede e non si sente, Samanta mi accompagna, pensando sia lei il mio contatto, da Marierose, una gentile e bella signora con 5 figli, che mi ospitera’ pur non essendo lei il giusto fiore. I suoi ragazzi scherzano con me, il nipote mi dice che dovro’ dormire con lui (magari, penso io, guardando il bel fisico muscoloso dalla pelle scura) il figlio più giovane mi racconta che quando viaggia si veste solo con una pelle di capra, mentre si vede da lontano l’eleganza dei suoi short da surfista abbassati sull’elastico delle mutande, sono curiosi di me, di questa italiana piombata in casa loro da non si sa bene dove…
Ho due pacchi da ritirare dal battello presidenziale, l’ora d’arrivo non e’ sicura, chi dice alle 12, chi alle 14, chi alle 18; il mio amico Andre’ verso le 13 conferma che e’ in mare davanti a lui, partendo dall’isola di Tauata in quel momento, infatti verso le 17, giusto dopo le 3 ore di navigazione necessarie per la traversata lo vedo arrivare nella baia di Taiohae diretto al molo grande, il più lontano, arrivo a piedi lungo la spiaggia trafelata e proprio quando non so come fare per trasportare e mi guardo intorno in cerca di un volto conosciuto, ecco che arriva un camioncino con una ragazza grassa alla guida: e’ Rosemarie, che ha letto tutti i miei sms chissà perché senza mai rispondere, ma che arriva di volata proprio quando mi sentivo perduta, della serie “arrivano i nostri!” Dopo una giornata d’attesa eccola spuntare al momento giusto! Mi riconosce da lontano, facile, sono identificabile da lontano qui, mi carica e mi recapita veloce a destinazione.
“Il sindaco ci ha avvertito di accogliere i turisti” mi dice Marirose e come al solito, l’accoglienza e’ stata buona e calorosa, nella semplicità della popolazione di qui, anche in un momento di sovraffollamento come questo, con un festival in corso, con 3.000 presenze in più su un isola il cui villaggio principale conta circa 3.000 abitanti.
Rosina, Marierose, Rosemarie, non e’ meraviglioso essere accolta a Nuku Hiva da simili fiori preziosi?

20111219-182827.jpg
Marirose con marito, la figlia minore, il figlio batterista; in basso il bel nipote ed un amico.

20111219-183227.jpg
Il figlio surfista – pelle di capra e il muscoloso nipote con schiacciatesta marchesiano

20111219-183650.jpg
Il figlio batterista con schiacciatesta marchesiano

Nota: non ho foto di Rosemarie, non entrava nell’obiettivo!

Pubblicato in Incontri | Lascia un commento

siamo a – 2….

Mancano solo 2 mesi al mio rientro in Italia… adesso so che:

  • Non voglio vivere in Nuova Caledonia!
  • Mi piace tanto questa dimensione di libertà itinerante,
  • Ripartiro’ per almeno 3 anni, sempre in giro per il Pacifico.

Ci sono solo 2 persone che possono farmi cambiare programma, scopri dall’indizio se sei tu!

                                             20111206-221341.jpg     20111206-221350.jpg

Pubblicato in Uncategorized | 4 commenti