Teti – Riflessi dell’isola

L’alba. Un chiarore diffuso. Le palme prendono vita, nere davanti allo sfondo che mano mano si colora, i movimenti delle foglie fanno sembrare che qualcuno si diverta a salirci, qualche piccolo animale, ma nulla, solo un’impressione, un topo corre sulla mia testa dentro al bungalow, ieri un geco mi e’ caduto sui capelli quando ho aperto la porta: “Siamo in campagna”, mi dice Bruno, a cena, per giustificarsi dall’aver preparato “solo” dell’ottimo pesce al cartoccio, che, insieme ai ravanelli locali, hanno riempito la mia “pancina”, a me piace questa campagna, questo fiume di un turchese così trasparente venato di blu che mi scorre davanti incessantemente, questa laguna enorme piena, pienissima di pesci invisibili, grandi e trasparenti che guizzano via numerosi al primo sentore di passi nell’acqua, queste spiagge di corallo rosato, dalle morbide anse naturali create dal solo movimento delle onde, i pontili naturali di scogliera chiara, mi piace, si mi piace molto questa campagna. E in questa campagna sono già stati piantati, in previsione dei futuri clienti dell’hotel, un orto ed un frutteto biologico, per permettere loro di poter gustare: “Quel frutto arancione che ci hai fatto mangiare ieri”, come Luigia del mio gruppo chiamava la papaia, le papaie migliori che si possano mai gustare. Qui in Polinesia la frutta ha un gusto particolare, credo perché nasca spontaneamente e la gente si limiti a raccoglierla: “Dopo il ciclone abbiamo visto spuntare sul nostro terreno numerose piante di papaia, grazie ai semi diffusi dal vento”, mi dice la proprietaria della guesthouse di Aiututaki nelle isole Cook dove ho alloggiato, “Non le coltiviamo, le raccogliamo solo per offrirle ai nostri clienti”. E quante ne ho mangiate in quei giorni sull’isola, deliziosamente gustate, ho anche appreso come mangiare i semi neri, “Preservano lo stomaco dal cancro”, mi dice sempre la signora, e mi lancio a sgranocchiare anche quelle piccole sfere nere coperti da una sottile gelatina con un retrogusto leggermente acidulo, scoprendo che si’, il gusto della succosa polpa arancione non può che guadagnarne.

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